Skip to main content

La bronchiolite è una comune infezione respiratoria che colpisce soprattutto i lattanti e i bambini piccoli, causando infiammazione, irritazione e accumulo di muco nei bronchioli, le più piccole vie aeree dei polmoni.

Nella maggior parte dei casi è provocata dal virus respiratorio sinciziale (RSV).

Nella maggior parte dei casi può essere gestita a domicilio sotto la supervisione del pediatra, ma in una piccola percentuale di casi può rendersi necessario il ricovero ospedaliero.

Vediamo quindi a cosa prestare attenzione, quando è opportuno contattare il medico e come prendersi cura dei bambini affetti da bronchiolite.

Cause e fattori di rischio della bronchiolite

La causa più frequente di bronchiolite è il virus respiratorio sinciziale (RSV), un virus molto diffuso che infetta quasi tutti i bambini entro i due anni di età e che è responsabile di circa il 60-80% dei casi.

In Italia, le epidemie di RSV si verificano, generalmente, durante i mesi più freddi dell’anno. Inoltre, è possibile contrarre l’infezione più volte nel corso della vita poiché l’immunità sviluppata non è permanente.

Oltre all’RSV, anche altri virus responsabili dell’influenza o del comune raffreddore possono causare la bronchiolite. Tutti questi agenti infettivi hanno infatti la capacità di colpire i bronchioli, le più piccole vie aeree dei polmoni.

E quando questo accade, l’infezione provoca infiammazione e gonfiore delle vie respiratorie, con accumulo di muco che ostacola il normale passaggio dell’aria dentro e fuori dai polmoni.

I virus responsabili della bronchiolite si trasmettono facilmente attraverso le goccioline respiratorie emesse con tosse, starnuti o semplicemente parlando. È, inoltre, possibile infettarsi toccando superfici contaminate, come stoviglie, maniglie, asciugamani o giocattoli e, successivamente, occhi, naso o bocca.

Ad essere più colpiti sono i bambini sotto i due anni di età e, in particolare, i lattanti di età inferiore ai tre mesi presentano il rischio più elevato, poiché i polmoni e il sistema immunitario non sono ancora completamente sviluppati.

Esistono poi alcuni fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare questa infezione, come la nascita prematura, la presenza di malattie cardiache o polmonari e un sistema immunitario indebolito.

Anche l’esposizione al fumo di tabacco e la frequentazione di ambienti affollati, come asili nido o scuole, giocano un ruolo importante, soprattutto quando fratelli più grandi possono portare l’infezione a casa.

Sintomi: come riconoscere la bronchiolite

La malattia inizia con sintomi simili a quelli di un comune raffreddore, come naso che cola, tosse e talvolta lieve febbre. Nei giorni successivi, però, il quadro può peggiorare e il bambino può iniziare a respirare con maggiore fatica, manifestando anche un caratteristico fischio durante l’espirazione, chiamato respiro sibilante.

I sintomi durano, generalmente, da una a due settimane, ma talvolta possono persistere più a lungo. In molti neonati con bronchiolite si presenta anche un’infezione dell’orecchio medio (otite media).

La maggior parte dei bambini guarisce curandosi a casa con le cure indicate dal pediatra, ma una piccola percentuale, pari a circa il 4%, può necessitare di ricovero ospedaliero. Per questo, se i sintomi diventano importanti, è necessario contattare il pediatra, in particolare se il bambino ha meno di 12 settimane o in presenza di altri fattori di rischio, come la nascita prematura o una cardiopatia.

È necessario rivolgersi subito a un medico se compaiono segnali di difficoltà respiratoria importante: respiro molto rapido o affannoso, rientramento delle coste durante l’inspirazione, sibili marcati o gemiti a ogni respiro.

È, inoltre, opportuno richiedere assistenza urgente se la pelle, le labbra o le unghie assumono una colorazione blu o grigiastra, se il bambino non riesce a bere a sufficienza oppure appare particolarmente debole o molto stanco.

Infatti, anche se nella maggior parte dei casi la bronchiolite si risolve senza conseguenze, nelle forme più gravi possono comparire complicanze come una riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue, episodi di apnea, disidratazione dovuta a un’insufficiente assunzione di liquidi e, nei casi più severi, insufficienza respiratoria. È in queste circostanze che può essere necessario il ricovero ospedaliero e, raramente, un supporto respiratorio temporaneo fino alla risoluzione dell’infezione.

È possibile prevenire la bronchiolite?

Poiché i virus responsabili della bronchiolite si trasmettono facilmente da persona a persona, la prevenzione si basa, soprattutto, su alcune semplici misure igieniche e comportamentali.

Il lavaggio frequente delle mani è fondamentale, in particolare prima di entrare in contatto con un neonato quando si è raffreddati, influenzati o si hanno altre infezioni respiratorie; in questi casi è utile anche indossare una mascherina.

Se il bambino è malato, è importante tenerlo a casa fino alla guarigione per ridurre la diffusione del virus.

In generale, limitare il contatto con persone con sintomi respiratori, mantenere una buona igiene delle mani, pulire regolarmente le superfici più toccate e adottare precauzioni quando si tossisce o starnutisce aiuta a contenere la circolazione dei virus.

Un’ulteriore protezione può derivare, quando possibile, dall’allattamento al seno, associato a una minore frequenza di infezioni respiratorie nei lattanti.

Attualmente, in Italia, è disponibile una profilassi che si basa sull’immunizzazione passiva con un anticorpo monoclonale che viene somministrato ai bambini per proteggerli.

È, inoltre, disponibile un vaccino per le donne in gravidanza, che permette di proteggere il bambino, e per le persone sopra i 60 anni. 

Come curare la bronchiolite

Image
Mamma effettua un aerosol al suo bebè affetto da bronchiolite

Dal momento che, nella maggior parte dei casi, non è previsto un trattamento antivirale specifico contro l’RSV, le misure di prevenzione assumono un’importanza fondamentale.

Per quanto riguarda le cure domiciliari, pur non potendo ridurre la durata della malattia, è possibile migliorare il comfort del bambino con alcune semplici misure di supporto. Tra queste, mantenere l’ambiente umidificato, garantire una buona idratazione, utilizzare soluzioni saline per liberare il naso, ricorrere ad antipiretici o antidolorifici su indicazione del pediatra ed evitare l’esposizione al fumo passivo, che può peggiorare i sintomi respiratori.

Rimedi adatti ai bambini a base di miele ed estratto secco di radice di Altea possono ridurre l’infiammazione e rilassare i muscoli bronchiali, oltre che calmare la tosse e facilitare il riposo notturno.

Riconoscere i segnali e proteggere i più piccoli

La bronchiolite è una malattia frequente nei primi mesi di vita e, nella maggior parte dei casi, si risolve senza complicazioni. Tuttavia, proprio l’età così precoce dei bambini rende fondamentale un’attenzione particolare da parte dei genitori, soprattutto nel riconoscere tempestivamente i segni di peggioramento e nel rivolgersi al pediatra quando necessario.

Con semplici misure di prevenzione e una gestione attenta dei sintomi, è possibile ridurre il rischio di forme più gravi e accompagnare i più piccoli in un percorso di guarigione più sicuro e sereno.

Questo articolo non ha in alcun modo lo scopo di sostituire il consulto medico. Si consiglia sempre la visita medica per capire le origini della malattia/infiammazione per le specifiche cure.